Comune di Monteu Roero
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PUNTI DI INTERESSE E CURIOSITA’

 

Le Rocche, una frattura lunga 32 km che solca il morbido paesaggio di colline del Roero da Bra a Cisterna d’Asti sono un insolito fenomeno geologico di erosione nato nella notte dei tempi, ma che continua ancora oggi e influenza la vita dell’uomo. A Monteu Roero le Rocche costituiscono l’elemento paesaggistico più tipico: selvagge e labirintiche, sulla loro origine il mito ha sempre usurpato il posto alla scienza, che lo spiega con l'affascinante episodio della “cattura del Tanaro”.  L’ecosistema delle Rocche è molto delicato: microclimi diversi coabitano in poche centinaia di metri di altitudine; pini e roverelle, tipici di una vegetazione secca, crescono in cima alle creste, mentre nel fondo dei burroni l’acqua stagnante crea habitat umidi e rigogliosi. Un patrimonio naturalistico che è possibile scoprire grazie alla Rete Escursionistica del Roero: itinerari ad anello che approfondiscono i temi dell’identità culturale locale.

Il castello, fatto erigere dai castellani “de Monte Acuto”, vassalli del vescovo d'Asti, passò alla metà del XII secolo ai conti di Biandrate. Secondo antiche cronache, nell'inverno del 1158 vi svernò l'imperatore Federico Barbarossa. Sconfitti da Asti, i conti di Biandrate vendettero nel 1299 la signoria ai Roero, che fecero del castello la culla del casato in zona, ampliandolo per le esigenze dei diversi rami, e dai quali il paese prese sin dall'inizio del '400 l'appellativo Roero. Ridotto nei suoi edifici da un consistente crollo avvenuto alla metà del '500, il castello subì ulteriori gravi danni dal terremoto del 1887, per cui vennero abbattuti l'alto mastio e alcune strutture a ponente, conservando tuttavia la giusta dimensione e l'affascinante aspetto romantico e minaccioso ad un tempo.

Le Chiese.  La parrocchiale del concentrico, dedicata a S. Nicolao, sorse come ‘oratorio' in margine alla parte più antica della “villa”. In essa ebbero sepoltura, dal 1345 al ‘700, i locali consignori Roero, appartenenti a più linee. Fu completamente ricostruita, ancora orientata, dal 1858 al 1861. All'inizio della strada che sale al castello, presso la scomparsa porta inferiore della “villa”, sorge la chiesa di S. Bernardino, già dei Disciplinanti bianchi.
A levante della frazione Occhetti sorge l'appartata pieve di S. Pietro di Novelle citata dal 901, con giurisdizione anche su S. Stefano e Montaldo Roero, in una zona di antichi insediamenti già sottoposti all'enigmatico castello di Pulciano, scomparso da quasi un millennio. La pieve di S. Pietro, ricostruita ancora orientata nel 1929, si affianca al secentesco campanile e alla casa canonica, in parte costruita con conci in pietra ben squadrati dell'antica chiesa romanica.

 

 
 
 
 
 
 
 
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